Ci risiamo.
Con il DDL sulle intercettazioni questo governo sta riuscendo, ancora una volta, nel parlare di “riforma della giustizia”, a deviare l’attenzione dai veri problemi che affliggono il sistema giudiziario.
Contemporaneamente continua a smantellare, pezzo dopo pezzo, gli uffici giudiziari, e non in senso metaforico. Come è spiegabile, altrimenti, la carenza ormai cronica di risorse umane che siano magistrati, cancellieri o personale ausiliario e la mancanza totale di mezzi che consentano lo smaltimento almeno del lavoro ordinario? Chi scrive è tutti i giorni alle prese con i problemi che intralciano i tempi della giustizia, problemi che si chiamano mancanza di dotazioni informatiche, di stampanti, di fax, di materiale di cancelleria.
A fronte dei tagli che vengono operati e che, con la nuova manovra, incideranno in modo ancor più peggiorativo, vi sono però delle spese che non trovano spiegazione o giustificazione se non quella di una gestione quanto meno “allegra” del denaro pubblico; che dire, infatti, quando negli uffici giudiziari di tutto il paese vengono recapitate nuove stampanti che non possono essere utilizzate poiché non sono state collaudate e, poi, una volta collaudate, risultano essere non idonee e devono, quindi, essere ritirate? Questo, molto in breve, solo per gli aspetti di natura pratica; la disquisizione su quello che avviene nel merito delle procedure e dei molteplici riti di cui sono composte è questione che necessita di molto più tempo e di un’analisi più approfondita; è certo, tuttavia, che la successione delle riforme del sistema Giustizia negli ultimi anni è stata continua e costante ed operata a costo zero con un personale sempre meno numeroso e disincentivato.
Per quanto riguarda il nostro territorio l’impegno che la CGIL di L’Aquila e la Funzione Pubblica devono perseguire con costanza è quello della difesa di tutti i presidi giudiziari presenti sul territorio, e di un’azione per una migliore soluzione logistica per gli uffici del Tribunale del capoluogo. Non può sfuggire a nessuno che una conseguenza del disastro del 6 aprile 2009 sarà la crescita esponenziale della richiesta dei servizi che gli uffici giudiziari svolgono, oltre, naturalmente, ad un incremento di tutto il contenzioso penale e civile.
Sono partita da e ritorno alle intercettazioni telefoniche per dire che sì, certamente l’ultima porcheria di questo governo con DDL in materia è cosa grave che limita la capacità della magistratura di agire ed il diritto della stampa di informare e dei cittadini ad essere informati; ma le disfunzioni dentro il sistema giudiziario sono tali e tante che, quand’anche si continuasse ad usare l’attuale sistema di intercettazioni, il rischio reale è che non si possano fare più i processi.
Un rischio che corrono tutti i cittadini che hanno diritto ad una giustizia efficiente.
Ivana GiardinoCon il DDL sulle intercettazioni questo governo sta riuscendo, ancora una volta, nel parlare di “riforma della giustizia”, a deviare l’attenzione dai veri problemi che affliggono il sistema giudiziario.
Contemporaneamente continua a smantellare, pezzo dopo pezzo, gli uffici giudiziari, e non in senso metaforico. Come è spiegabile, altrimenti, la carenza ormai cronica di risorse umane che siano magistrati, cancellieri o personale ausiliario e la mancanza totale di mezzi che consentano lo smaltimento almeno del lavoro ordinario? Chi scrive è tutti i giorni alle prese con i problemi che intralciano i tempi della giustizia, problemi che si chiamano mancanza di dotazioni informatiche, di stampanti, di fax, di materiale di cancelleria.
A fronte dei tagli che vengono operati e che, con la nuova manovra, incideranno in modo ancor più peggiorativo, vi sono però delle spese che non trovano spiegazione o giustificazione se non quella di una gestione quanto meno “allegra” del denaro pubblico; che dire, infatti, quando negli uffici giudiziari di tutto il paese vengono recapitate nuove stampanti che non possono essere utilizzate poiché non sono state collaudate e, poi, una volta collaudate, risultano essere non idonee e devono, quindi, essere ritirate? Questo, molto in breve, solo per gli aspetti di natura pratica; la disquisizione su quello che avviene nel merito delle procedure e dei molteplici riti di cui sono composte è questione che necessita di molto più tempo e di un’analisi più approfondita; è certo, tuttavia, che la successione delle riforme del sistema Giustizia negli ultimi anni è stata continua e costante ed operata a costo zero con un personale sempre meno numeroso e disincentivato.
Per quanto riguarda il nostro territorio l’impegno che la CGIL di L’Aquila e la Funzione Pubblica devono perseguire con costanza è quello della difesa di tutti i presidi giudiziari presenti sul territorio, e di un’azione per una migliore soluzione logistica per gli uffici del Tribunale del capoluogo. Non può sfuggire a nessuno che una conseguenza del disastro del 6 aprile 2009 sarà la crescita esponenziale della richiesta dei servizi che gli uffici giudiziari svolgono, oltre, naturalmente, ad un incremento di tutto il contenzioso penale e civile.
Sono partita da e ritorno alle intercettazioni telefoniche per dire che sì, certamente l’ultima porcheria di questo governo con DDL in materia è cosa grave che limita la capacità della magistratura di agire ed il diritto della stampa di informare e dei cittadini ad essere informati; ma le disfunzioni dentro il sistema giudiziario sono tali e tante che, quand’anche si continuasse ad usare l’attuale sistema di intercettazioni, il rischio reale è che non si possano fare più i processi.
Un rischio che corrono tutti i cittadini che hanno diritto ad una giustizia efficiente.
Direttivo Camera del Lavoro di L’Aquila
Nessun commento:
Posta un commento