E non solo perché c’è stato il terremoto.
I lavoratori abruzzesi pagano il massimo dell'addizionale IRPEF: 1,4%, il doppio dei lavoratori della Basilicata e del Veneto, il 100% in più dei Valdostani e dei Siciliani, pagano il bollo auto più alto del Paese, la tarsu più alta, in molti comuni la tassa sull'acqua più alta, con inaccettabili tentativi di aumentare indiscriminatamente le tariffe, come sta accadendo in questi giorni all’ATO n. 4.
Il reddito medio procapite dei lavoratori abruzzesi precipita con un -25% in meno.
Pagano il disservizio della Sanità l'assenza di servizi sul territorio, lunghissime liste di attesa, tickets sui medicinali di fascia A e B.
La delibera che istituiva i tickets sulla riabilitazione, prima proposta da questa giunta, è stata poi ritirata, per ora, solo per le iniziative che, la CGIL per prima, in tutta la regione, ha saputo avviare con proteste, conferenze stampa, picchetti davanti alle sedi della Giunta Regionale.
In questa regione 1.400 lavoratori che lavorano su servizi pubblici essenziali dati in
gestione a privati sono da oltre un anno senza essere pagati, e la lotta di questi lavoratori pone anche questioni fondamentali rispetto al concetto di tutela della salute, di rapporto pubblico-privato nella gestione della sanità.
Questa lotta denuncia gli sconcertanti intrecci di scambi politici e di malaffare, spesso presenti anche in altre regioni del nostro paese, ma che ha coinvolto più giunte regionali nella nostra regione e imprenditori della sanità a partire da questo sgradevole personaggio di nome Angelini. Questa lotta è una lotta emblematica che la nostra Organizzazione deve sostenere con tutta la nostra energia e capacità ed ai massimi livelli.
La sanità assorbe oltre l’80% del bilancio regionale.
Nonostante il piano di risanamento concordato con il Governo, il deficit invece di ridursi è aumentato.
Nonostante il Terremoto si passa, per le politiche sociali da 23 MLN di € nel 2008 a 7 MLN nel 2010, ¼ della provincia di Trento.
Tutti gli impegni, sia del piano sanitario che del piano sociale sulla integrazione socio-sanitaria sono stati disattesi. Così il disavanzo, invece di ridursi cresce e mancano del tutto i servizi sul territorio.
Distretti sanitari coincidenti con gli ambiti sociali, punto unico di accesso, ADI, medicina sul territorio, riabilitazione pubblica, assente nella regione non si realizza, cioè, un diritto fondamentale: la tutela della salute sul territorio, con il solo risultato di dare risposte inadeguate a costi elevati.
SE CIO’ NON BASTASSE, I LAVORATORI ABRUZZESI PAGANO ANCHE L'INESISTENZA DI UNA QUALSIASI IDEA DI SVILUPPO DA PARTE DI QUESTA GIUNTA REGIONALE.
Come dimostra quello che abbiamo dovuto fare per evitare lo scippo delle risorse per il progetto del polo dell'alta moda e l'assoluta inadeguatezza che ha contraddistinto questo governo regionale nel difendere le risorse per la bonifica di Bussi.
Contro la scure del Governo Nazionale e l’insipienza del Governo Regionale la CGIL, da sola, è stata costretta a proclamare due iniziative di lotta, con picchetti, una davanti l'assessorato regionale al lavoro a Marzo 2009, una il 18 dicembre 2009 davanti l'assessorato allo sviluppo economico. Paghiamo la presenza di una classe dirigente politica mediocre, quando va bene, e che non si occupa, se non con pochissime lodevoli eccezioni, di LAVORO, se non quando è costretta da iniziative di lotta.
Questa giunta regionale ha voluto risolvere la questione del confronto con il sindacato inventandosi il patto per la fiducia, uno strumento che toglie qualsiasi ruolo alle oo.ss., che, appunto per queste ragioni non è stato firmato dalla CGIL, inutile, quindi, e che ha prodotto un ulteriore accordo separato, poiché CISL e UIL, ovviamente, non hanno perso tempo ad apporre la loro preziosissima firma su un documento a cui si opponeva la CGIL.
E' una giunta, questa, che non ha alcuna idea di sviluppo della regione, che interpreta nel migliore dei modi l'idea Berlusconiana di smantellamento dello stato sociale.
Al contrario l'Abruzzo ha bisogno di una strategia di sviluppo in grado di coniugarele ricchezze della regione, le sue peculiarità, le sue unicità: l'ambiente ed il territorio, la sua millenaria cultura che ha lasciato a migliaia reperti unici su tutto il territorio regionale, le sue produzioni tipiche enogastronomiche che, tutte insieme le assegnano una indiscutibile vocazione turistica, ad una importante presenza industriale che va salvaguardata e rafforzata.
Abbiamo bisogno di una legge quadro per l'industria che PROPONGA uno sviluppo sostenibile e compatibile con il nostro territorio, che punti all'eccellenza e non metta in discussione le vocazioni turistico-ambientali delle zone protette e che quindi sia particolarmente attenta all'impatto ambientale.
LE PROPOSTE PER LO SVILUPPO DEVONO POTER DARE PROSPETTIVA AD AZIENDE COME ZEGNA, AD ESEMPIO, DARE RISPOSTE PER RILANCIARE L'OCCUPAZIONE A L’AQUILA,
PROPOSTE DI SVILUPPO PER DARE PIU' SALARIO AI LAVORATORI.
Un governo che si rispetti avrebbe il dovere di dare queste risposte, avrebbe il dovere di proporre una strategia di sviluppo che interrompa il declino della regione, che sia in grado di rilanciare l'occupazione , che sia in grado di redistribuire il reddito, a favore dei più deboli, attraverso la istituzione della progressività delle aliquote nell'addizionale irpef, che sia per la difesa dei beni pubblici come l'acqua, per l'uso di energia pulita, rinnovabile e a basso costo. Quindi dovrebbe dotarsi di un piano energetico, un piano per le zone interne dove si possano collocare solo attività industriali non impattanti, a emissione zero, e di eccellenza.
Lo slogan per la nostra regione dovrebbe essere Industria a emissione zero.
Per queste ragioni, io penso, dobbiamo lanciare con forza, nei confronti del Governo Regionale l'accusa di inadeguatezza e moltiplicare le iniziative di mobilitazione e di lotta per arrivare a costruire le condizioni di una iniziativa riunificante e generale che sia anche LO SCIOPERO GENERALE REGIONALE.
Domenico Ronca
Coordinatore regionale Area “Lavoro – Società” Abruzzo
I lavoratori abruzzesi pagano il massimo dell'addizionale IRPEF: 1,4%, il doppio dei lavoratori della Basilicata e del Veneto, il 100% in più dei Valdostani e dei Siciliani, pagano il bollo auto più alto del Paese, la tarsu più alta, in molti comuni la tassa sull'acqua più alta, con inaccettabili tentativi di aumentare indiscriminatamente le tariffe, come sta accadendo in questi giorni all’ATO n. 4.
Il reddito medio procapite dei lavoratori abruzzesi precipita con un -25% in meno.
Pagano il disservizio della Sanità l'assenza di servizi sul territorio, lunghissime liste di attesa, tickets sui medicinali di fascia A e B.
La delibera che istituiva i tickets sulla riabilitazione, prima proposta da questa giunta, è stata poi ritirata, per ora, solo per le iniziative che, la CGIL per prima, in tutta la regione, ha saputo avviare con proteste, conferenze stampa, picchetti davanti alle sedi della Giunta Regionale.
In questa regione 1.400 lavoratori che lavorano su servizi pubblici essenziali dati in
gestione a privati sono da oltre un anno senza essere pagati, e la lotta di questi lavoratori pone anche questioni fondamentali rispetto al concetto di tutela della salute, di rapporto pubblico-privato nella gestione della sanità.
Questa lotta denuncia gli sconcertanti intrecci di scambi politici e di malaffare, spesso presenti anche in altre regioni del nostro paese, ma che ha coinvolto più giunte regionali nella nostra regione e imprenditori della sanità a partire da questo sgradevole personaggio di nome Angelini. Questa lotta è una lotta emblematica che la nostra Organizzazione deve sostenere con tutta la nostra energia e capacità ed ai massimi livelli.
La sanità assorbe oltre l’80% del bilancio regionale.
Nonostante il piano di risanamento concordato con il Governo, il deficit invece di ridursi è aumentato.
Nonostante il Terremoto si passa, per le politiche sociali da 23 MLN di € nel 2008 a 7 MLN nel 2010, ¼ della provincia di Trento.
Tutti gli impegni, sia del piano sanitario che del piano sociale sulla integrazione socio-sanitaria sono stati disattesi. Così il disavanzo, invece di ridursi cresce e mancano del tutto i servizi sul territorio.
Distretti sanitari coincidenti con gli ambiti sociali, punto unico di accesso, ADI, medicina sul territorio, riabilitazione pubblica, assente nella regione non si realizza, cioè, un diritto fondamentale: la tutela della salute sul territorio, con il solo risultato di dare risposte inadeguate a costi elevati.
SE CIO’ NON BASTASSE, I LAVORATORI ABRUZZESI PAGANO ANCHE L'INESISTENZA DI UNA QUALSIASI IDEA DI SVILUPPO DA PARTE DI QUESTA GIUNTA REGIONALE.
Come dimostra quello che abbiamo dovuto fare per evitare lo scippo delle risorse per il progetto del polo dell'alta moda e l'assoluta inadeguatezza che ha contraddistinto questo governo regionale nel difendere le risorse per la bonifica di Bussi.
Contro la scure del Governo Nazionale e l’insipienza del Governo Regionale la CGIL, da sola, è stata costretta a proclamare due iniziative di lotta, con picchetti, una davanti l'assessorato regionale al lavoro a Marzo 2009, una il 18 dicembre 2009 davanti l'assessorato allo sviluppo economico. Paghiamo la presenza di una classe dirigente politica mediocre, quando va bene, e che non si occupa, se non con pochissime lodevoli eccezioni, di LAVORO, se non quando è costretta da iniziative di lotta.
Questa giunta regionale ha voluto risolvere la questione del confronto con il sindacato inventandosi il patto per la fiducia, uno strumento che toglie qualsiasi ruolo alle oo.ss., che, appunto per queste ragioni non è stato firmato dalla CGIL, inutile, quindi, e che ha prodotto un ulteriore accordo separato, poiché CISL e UIL, ovviamente, non hanno perso tempo ad apporre la loro preziosissima firma su un documento a cui si opponeva la CGIL.
E' una giunta, questa, che non ha alcuna idea di sviluppo della regione, che interpreta nel migliore dei modi l'idea Berlusconiana di smantellamento dello stato sociale.
Al contrario l'Abruzzo ha bisogno di una strategia di sviluppo in grado di coniugarele ricchezze della regione, le sue peculiarità, le sue unicità: l'ambiente ed il territorio, la sua millenaria cultura che ha lasciato a migliaia reperti unici su tutto il territorio regionale, le sue produzioni tipiche enogastronomiche che, tutte insieme le assegnano una indiscutibile vocazione turistica, ad una importante presenza industriale che va salvaguardata e rafforzata.
Abbiamo bisogno di una legge quadro per l'industria che PROPONGA uno sviluppo sostenibile e compatibile con il nostro territorio, che punti all'eccellenza e non metta in discussione le vocazioni turistico-ambientali delle zone protette e che quindi sia particolarmente attenta all'impatto ambientale.
LE PROPOSTE PER LO SVILUPPO DEVONO POTER DARE PROSPETTIVA AD AZIENDE COME ZEGNA, AD ESEMPIO, DARE RISPOSTE PER RILANCIARE L'OCCUPAZIONE A L’AQUILA,
PROPOSTE DI SVILUPPO PER DARE PIU' SALARIO AI LAVORATORI.
Un governo che si rispetti avrebbe il dovere di dare queste risposte, avrebbe il dovere di proporre una strategia di sviluppo che interrompa il declino della regione, che sia in grado di rilanciare l'occupazione , che sia in grado di redistribuire il reddito, a favore dei più deboli, attraverso la istituzione della progressività delle aliquote nell'addizionale irpef, che sia per la difesa dei beni pubblici come l'acqua, per l'uso di energia pulita, rinnovabile e a basso costo. Quindi dovrebbe dotarsi di un piano energetico, un piano per le zone interne dove si possano collocare solo attività industriali non impattanti, a emissione zero, e di eccellenza.
Lo slogan per la nostra regione dovrebbe essere Industria a emissione zero.
Per queste ragioni, io penso, dobbiamo lanciare con forza, nei confronti del Governo Regionale l'accusa di inadeguatezza e moltiplicare le iniziative di mobilitazione e di lotta per arrivare a costruire le condizioni di una iniziativa riunificante e generale che sia anche LO SCIOPERO GENERALE REGIONALE.
Domenico Ronca
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