Con il sisma sono venuti fuori chiaramente tutti i limiti della classe dirigente della sanità aquilana.Una testimonianza di ciò è il fatto che il nostro ospedale, a distanza di più di un anno, versa ancora in una situazione di precarietà in molti settori. Fin dai primi giorni abbiamo assistito al seguente scenario: da una parte alcuni operatori che con grande senso civico ed attaccamento al posto di lavoro si adoperavano per garantire i servizi agli utenti, lavorando in condizioni veramente disumane sia nelle tende presso l’ospedale che nelle tendopoli, dall’altra una dirigenza chiusa nel silenzio. martedì 10 agosto 2010
La sanità Aquilana: Molti problemi, poche soluzioni
* di Rosella Gentile
Con il sisma sono venuti fuori chiaramente tutti i limiti della classe dirigente della sanità aquilana.Una testimonianza di ciò è il fatto che il nostro ospedale, a distanza di più di un anno, versa ancora in una situazione di precarietà in molti settori. Fin dai primi giorni abbiamo assistito al seguente scenario: da una parte alcuni operatori che con grande senso civico ed attaccamento al posto di lavoro si adoperavano per garantire i servizi agli utenti, lavorando in condizioni veramente disumane sia nelle tende presso l’ospedale che nelle tendopoli, dall’altra una dirigenza chiusa nel silenzio.
Con il sisma sono venuti fuori chiaramente tutti i limiti della classe dirigente della sanità aquilana.Una testimonianza di ciò è il fatto che il nostro ospedale, a distanza di più di un anno, versa ancora in una situazione di precarietà in molti settori. Fin dai primi giorni abbiamo assistito al seguente scenario: da una parte alcuni operatori che con grande senso civico ed attaccamento al posto di lavoro si adoperavano per garantire i servizi agli utenti, lavorando in condizioni veramente disumane sia nelle tende presso l’ospedale che nelle tendopoli, dall’altra una dirigenza chiusa nel silenzio.
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