Diceva Ernesto Bassignano: “Sui bianchi muri del rosso maggio han cancellato la poesia”.A Parigi, nell'ormai lontano 1968, una delle “poesie cancellate dai muri” alle quali si riferisce Bassignano era: “se indichi la luna all'imbecille, l'imbecille guarda il dito”.
Una frase straordinaria che ha rappresentato una intera generazione, la esigenza topistica che si sentiva in quegli anni di superare le banalizzazioni, l'uso della fantasia e dell'ironia da parte dei ragazzi del ‘68 come strumento di lotta per il cambiamento e l'incapacità della classe dirigente dell'epoca di guardare oltre il proprio naso. Allora come ora.
Una rivoluzione culturale dalla quale, haimè, siamo usciti da tempo.
Quella frase, oggi, è di una straordinaria attualità, e si ritrova nelle dichiarazioni di tantissimi rappresentanti dell'attuale “classe dirigente”, soprattutto di Governo di questo sfortunato Paese e di questa sfortunatissima Regione.
Si ritrova nelle banalissime e sempre uguali dichiarazioni di Capezzone e Bonaiuti in risposta a qualsiasi argomento, ad esempio, così come a quelle di Bossi e dei Ministri leghisti che, qualsiasi cosa tu possa dire rispondono ringhiando: “ci vuole il federalismo, PADANIA”.
E come giudicare il commento del Ministro Sacconi allo sciopero generale del 25 giugno indetto dalla CGIL: “E' una risposta ideologica e sbagliata”.
Ci sarebbe da dirgli: “Ma ci sei o ci fai!”, ma le banalità che riescono a tirare fuori questi sgradevoli personaggi lascia disarmati: loro ti vogliono rapinare e se reagisci sei vittima di una ideologia sbagliata.
Alla sagra delle banalità non si sottrae neanche la nostra classe dirigente regionale.
Se parli, ad esempio, di politiche di inclusione sociale, e provi a dire che queste sono efficaci se riescono ad affermare, il più possibile i “diritti di cittadinanza”, a rendere effettiva e permanente la lotta all'emarginazione e alle sue mille forme, e quindi, occorre sapere quante risorse sono disponibili, per poter scegliere le priorità, indicando, magari, anche una soglia ottimale da raggiungere, l'Assessor-giovane di questa Giunta risponde che questa è un'impostazione vecchia che non tiene conto di quello che è successo in Italia e in Abruzzo. “Ma ci sei o ci fai!”.
Ancora, se proponi l'esigenza di avere una legge quadro sull'industria che abbia una visione strategica in una regione come la nostra che è Regione dei Parchi con un ambiente che è una risorsa importante per una prospettiva di sviluppo integrato dovepossano convivere industria, senza la qualenessun sviluppo è possibile, assieme a Turismo e Agricoltura, con commercio e produzioneenogastronomica di ottimo livello ecc. ecc....anche qui il Presidente-Commissario-Belloguaglione risponde :”ma questa è unaRegione senza risorse poichè la Sanità assorbe tutto il bilancio regionale”. “Ma ci sei o ci fai!”.
Se poi chiedi di rispettare gli impegni assunti sul piano sanitario e sociale di rendere, ad esempio, effettiva l'integrazione sociosanitaria, perchè solo così si risana e magari proponi di reinternalizzare alcuni servizi, inquesta regione “regalati” ai privati, come la riabilitazione e avanzi il dubbio che il risanamento della Sanità, questa Giunta Regionale, lo voglia far pagare ai lavoratori e ai cittadini con la riduzione delle prestazioni, qui la risposta manca del tutto: su questi argomenti non guardano né il dito né la luna.
Cari signori che ci governate, spostate los guardo dal dito e cercate di dimostrare che la vostra statura intellettuale non è pari all'altezza fisica del Ministro Brunetta.
*Coordinatore Regionale Area “Lavoro-Società”
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